Le 10 migliori prestazioni ai playoff secondo ESPN

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Gli esperti di ESPN, in questo periodo, in onore del 74esimo compleanno della NBA, si sono divertiti a stilare diverse classifiche. Dopo quelle sulle migliori 74 divise di sempre, sulle migliori 74 sneaker di sempre e sui migliori 74 giocatori della lega di tutti i tempi, è arrivato il turno delle 10 migliori prestazioni personali ai playoff.

10. Allen Iverson

EVENTO: NBA Finals 2001, gara 1.

STATISTICHE: 48 punti, 5 rimbalzi, 6 assist e 5 recuperi. 52:57 minuti di gioco su 53:00 disponibili.

6 giugno 2001. Lakers contro Philadelphia. Davide contro Golia. Iverson e Mutombo contro Shaq, Kobe e coach Phil Jackson. Per molti addetti ai lavori è una delle finali più scontate di sempre e difficilmente si andrà oltre le quattro partite. In gara 1 però i Lakers, che poi vinceranno la serie 4-1, non hanno fatto i conti con il cuore e la grinta di Allen Iverson. “The answer” trascina letteralmente i suoi, dopo un tempo supplementare, alla vittoria, nonostante un primo quarto da incubo che li aveva visti toccare anche il -15. All’intervallo saranno già 30 i punti per il nativo di Hampton che, dopo un terzo periodo in cui fatica molto per via della marcatura stretta di Lue, esplode definitivamente all’overtime dove sigla 7 punti di fila che consegnano la vittoria ai suoi. Partita che entrerà poi nella storia per via dell’esultanza su Tyronn Lue.

9. Larry Bird

EVENTO: NBA Finals 1984, gara 5.

STATISTICHE: 34 punti, 17 rimbalzi, 2 assist e 2 recuperi con 15/20 dal campo.

Gara 5 delle NBA Finals del 1984 è passata alla storia come “The heat game”; questo perché il palazzetto di Boston era senza aria condizionata a causa di un problema e la temperatura all’interno dell’arena era di 37 gradi. Larry, però, aveva la mano ancora”più calda”. Per lui doppia doppia da 34 punti e 17 rimbalzi con un eccellente 15/20 dal campo ed un importante passo in avanti per il titolo che, dopo una battaglia durata sette sfide, i suoi Celtics conquisteranno. Impresa ancora più grande se si considera che dall’altra parte c’erano i Lakers dello “showtime” assoluti dominatori degli anni ’80; anni in cui furono capaci di raggiungere per ben 8 volte le NBA Finals (vincendo in cinque occasioni l’anello).

8. Klay Thompson

EVENTO: West Finals 2016, gara 6.

STATISTICHE: 41 punti e 4 rimbalzi con 11/18 da tre punti (record NBA).

Golden State 2015-16 è sicuramente una delle squadre più forti di sempre. I dubs dopo aver chiuso la stagione con un record di 73 vinte a fronte di solamente 9 sconfitte, battendo così anche il record dei Bulls, approdano fino alle finali di conference senza troppe difficoltà. Contro OKC ecco i primi problemi: sotto 3-2 nella serie e con le spalle al muro. In gara 6 però esplode Klay Thompson che mette a referto una sontuosa prova da 41 punti con 11 triple, record NBA per triple realizzate in una gara dei playoff. La squadra allenata da Steve Kerr vincerà anche gara 7 raggiungendo i Cavs alle NBA Finals. Golden State entrerà poi nella storia, questa volta dalla parte sbagliata, diventando l’unica squadra capace di farsi rimontare dopo essere stata in vantaggio 3-1 nella serie. Una delle post-season più pazze di sempre.

7. LeBron James

EVENTO: East Finals 2007, gara 5.

STATISTICHE: 48 punti, 9 rimbalzi, 7 assist e 2 recuperi.

Il primo vero squillo del re in post-season. Il primo di una lunga serie. Siamo a gara 5 delle finali di conference tra Cavs e Pistons. Serie in parità e partita in perfetto equilibrio. Manca un quarto di gioco e LeBron sta giocando una partita nella norma con 19 punti all’attivo. Poi il nativo di Akron sale in cattedra. A 10 secondi dal termine realizza un poster su Prince che prolunga la sfida al supplementare e infine il canestro in controtempo che, a pochi secondi dal termine del secondo OT, vale la vittoria dei suoi. LeBron segna 29 (si, ventinove) degli ultimi 30 punti di squadra, 25 dei quali consecutivi. Nella gara successiva i Cavs staccheranno il pass per le loro prime storiche Finals anche se poi dovranno arrendersi davanti allo strapotere degli Spurs.

6. Isiah Thomas

EVENTO: NBA Finals 1988, gara 6.

STATISTICHE: 43 punti (25 nel quarto periodo), 8 assist e 6 recuperi.

NBA Finals 1998, la prima finale NBA per i bad boys. Dall’altra pare quelli che da anni dominavano incontrastati ad ovest, i Lakers di Magic, Kareem e Worthy. La serie è dura e piena di capovolgimenti con i giallo-viola che la spunteranno solamente dopo una combattuta gara 7. Gara 6 passa però alla storia per l’incredibile prestazione di Isiah Thomas che, sebbene nel corso della partita avesse subito un duro colpo alla caviglia, decise di rimanere in campo siglando 25 punti nel solo quarto periodo (record NBA per punti segnati in un solo quarto ai playoff). Nonostante la sua splendida gara i Pistons perderanno quella gara e anche la fatidica gara 7 dovendo aspettare poi un anno prima di poter mettere in atto la propria vendetta. La stagione successiva infatti i bad boys vinceranno il loro primo titolo battendo in finale NBA i Lakers con un perentorio 4-0.

5. Michael Jordan

EVENTO: NBA Finals 1992, gara 1.

STATISTICHE: 39 punti, 11 assist e 2 recuperi.

Molti giornalisti e commentatori alla vigilia delle Finals, nonostante Michael fosse stato premiato MVP e i suoi Bulls fossero campioni in carica, vedevano i Trail Blazers, guidati da Clyde Drexler, superiori. MJ non la prese bene. La sua risposta non tardò ad arrivare. Nel solo primo tempo Michael Jordan metterà a referto 35 punti con un quasi perfetto 6/8 dalla lunga distanza facendo anche registrare il record per triple segnate in un solo tempo. Nel secondo tempo si riposò visto anche l’andamento della sfida, ma la sua prestazione resta comunque memorabile. L’anello lo vinsero poi i Bulls con Michael Jordan MVP delle Finals.

“Non dico che Clyde Drexler non fosse una minaccia, anzi. Lo era eccome. Semplicemente mi dava fastidio che lo paragonassero a me”.

4. Bill Russell

EVENTO: NBA Finals 1962, gara 7.

STATISTICHE: 30 punti e 40 rimbalzi.

In gara 7, per antonomasia la gara più difficile da giocare per chiunque, Bill Russell è stato capace di chiudere con una super doppia doppia da 30 punti e 40 rimbalzi. Direi che non bisogna aggiungere altro. Forse ora abbiamo capito come mai i suoi Celtics abbiano vinto 11 anelli in 13 anni, di cui 8 consecutivi.

3. LeBron James

EVENTO: East Finals 2012, gara 6.

STATISTICHE: 45 punti, 15 rimbalzi e 5 assist.

Finali di conference. LeBron reduce da una prima stagione in Florida conclusa con una fallimentare sconfitta in finale contro i Mavericks di Nowitzki. Boston i vantaggio 3-2 nella serie. Gara 6, per LeBron un crocevia tra il suo definitivo fallimento e la speranza di poter giocare gara 7. Tutta la pressione e gli occhi sono su di lui. LeBron si carica la squadra sulle spalle realizzando 12 delle prime 13 conclusioni tentate e chiudendo il primo tempo a quota 30. A fine partita saranno 45 punti, 15 rimbalzi e 5 assist con 19/25 dal campo diventando così l’unico giocatore insieme a Wilt capace di chiudere una gara dei playoff con 45+ punti, 15+ rimbalzi e 5+ assist. In gara 7 gli Heat la spunteranno raggiungendo così le Finals dove si sbarazzeranno, senza troppi problemi, della ancora troppo acerba OKC composta dal trio Westbrook-Durant-Harden. Primo anello per il re e premio di MVP delle Finals.

2. Michael Jordan

EVENTO: NBA Finals 1997, gara 5.

STATISTICHE: 38 punti, 7 rimbalzi, 5 assist e 3 recuperi.

“Flu game”. La notte prima di gara 5 Michael si trova in albergo con Tim Grover, suo preparatore atletico, e tutto il suo “entourage”. Sono circa le 22.00 e MJ ha fame. Ordina una pizza. Michael subisce un’intossicazione alimentare non riuscendo a chiudere occhio per tutta la notte e venendo riempito di fluidi da parte dello staff medico di Chicago. la serie è in perfetta parità e la gara si giocherà al Delta Center, arena dei Jazz. Michael parte male, è stanco e fatica a stare in piedi, ma dopo qualche minuto inizia a prendere le misure. A fine partita saranno 38 punti, 7 rimbalzi, 5 assist e 44 minuti di gioco su 48 disponibili, nonostante le pessime condizioni fisiche. Ah, ha realizzato pure il canestro che, a pochi secondi dal termine, ha definitivamente chiuso la gara.

1. Magic Johnson

EVENTO: NBA Finals 1982, gara 6.

STATISTICHE: 42 punti, 15 rimbalzi, 7 assist e 3 recuperi.

NBA Finals, gara 5. Kareem Abdul-Jabbar, leader dei Lakers ed MVP in carica, subisce un duro colpo alla caviglia che lo costringerà a rimanere lontano dal parquet nella gara successiva. I giallo-viola sono in vantaggio 3-2 nella serie ma, alla viglia di gara 6, Julius Erving e compagni iniziano a credere nella possibile rimonta vista l’assenza di Kareem Abdul-Jabbar. In gara 6 il giovanissimo Magic Johnson giocherà, per la prima volta nella sua carriera, da centro dominando per tutta la gara e mettendo a referto una prova monstre da 42 punti, 15 rimbalzi e 7 assist. I Lakers vinceranno la sfida e si laureeranno campioni NBA. MVP delle Finals Magic Johnson. Mai nella storia della lega un rookie è riuscito nell’impresa di vincere il premio di MVP delle Finals e mai nella storia delle Finals un rookie è riuscito a segnare almeno 40 punti.

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